12 Febbraio 2024
lettura in 4 minuti

I meme: un linguaggio universale

di Bergamo per Giovani

Cos'è un meme

In settimane come quella appena passata, in cui un rito collettivo come il Festival di Sanremo monopolizza l’attenzione di un paese intero, loro danno il meglio di sé. Colonizzano ogni social, fanno il giro dei gruppi WhatsApp, uniscono chi il Festival lo guarda fino a notte fonda e chi no, proprio lo schifa. Essere virali e parlare una lingua perfettamente comprensibile alla Gen Z è nel loro dna, perché loro sono i contenuti social per eccellenza, capaci di sopravvivere a ogni trend. Sì stiamo parlando proprio di loro, i meme.

Cos’è un meme?

Partiamo dall’inizio: l’enciclopedia Treccani definisce così un meme: “singolo elemento di una cultura o di un sistema di comportamento, replicabile e trasmissibile per imitazione da un individuo a un altro o da uno strumento di comunicazione ed espressione a un altro. […] Un video, un disegno, una foto diventa meme […] quando la sua ‘replicabilità’, che dipende dalla capacità di suscitare un’emozione, è massima.”

Il termine è più vecchio di quello che potremmo pensare: a coniarlo è stato il biologo Richard Dawkins nel 1976 per indicare un’idea, un comportamento o uno stile che si diffonde molto rapidamente da persona a persona all’interno di un sistema culturale. Letteralmente significa “ciò che viene imitato” e ha finito per definire in maniera praticamente univoca il fenomeno web dei meme.

Un meme può essere una foto, un video, un blocco di testo, una GIF animata. La sua forza sta nel richiamare riferimenti della cultura pop noti praticamente a tutte e tutti (leggi Sanremo!) e adattarli a infiniti messaggi, spesso in chiave ironica.

Più un meme avrà risonanza tra le persone, permettendo loro di immedesimarsi nel suo messaggio e farlo proprio, più sarà condiviso, fino a diventare virale.

Sanremo, terra di canzoni e di meme

Il successo dei meme diventa esponenziale quando pesca i suoi contenuti da fenomeni culturali di massa che, anche se nascono in tv o su altri media, hanno su internet la loro cassa di risonanza maggiore.

Poche settimane fa è stata la volta dei Golden Globe: le scene più iconiche della premiazione, dei red carpet ma anche dei film stessi in concorso hanno alimentato meme su meme, diventando lingua comune per tutte le persone che li hanno seguiti. Chi non lo ha fatto, ha prontamente recuperato, magari proprio per capire quel meme che era improvvisamente diventato virale.

Il Festival di Sanremo è la nostra Memeland, non c’è dubbio.

Ecco tre esempi di meme che sono girati molto sui social durante la “settimana santa” del Festival!

Festival senza fine

Una delle cose che mette d’accordo chiunque guardi Sanremo è questa: le serate durano troppo, ai limiti della privazione del sonno. Da qui una serie di meme che ironizza sulla questione, prendendo materiale dal Festival stesso (i messaggi proiettati sulla nave da crociera, il titolo della canzone di Sangiovanni, uno degli artisti in gara).

Meme visti sulle pagine Instagram di Sapore di male e The Jackal

La faccia di Stash dei The Kolors, ovunque

Questo esempio è abbastanza indicativo dell’inspiegabilità di alcune meme che, semplicemente, funzionano e per questo diventano virali. Nei primissimi giorni del Festival il web è stato invaso da fotomontaggi di una foto di Stash, il cantante dei The Kolors, uno dei gruppi in gara. Una foto non proprio riuscita che risale a mesi fa e che il “popolo di internet” ha rispolverato adattandola a ogni contesto possibile. E quando il nonsense diverte così tanti utenti, il meme è servito (e ripreso dal cantante stesso).

Meme visti sul profilo di un utente X e sul profilo di Stash, sempre su X.

John Travolta e il ballo del qua qua

Quando qualcosa è percepito come “cringe” (ciò che suscita imbarazzo e al tempo stesso disagio in chi lo osserva) da chi frequenta i social, il meme è quasi d’obbligo. È il caso del siparietto con protagonisti John Travolta e Fiorello che ballano in diretta nazionale il ballo del qua qua. Diventa materia di meme il fatto che l’attore non sembrasse divertirsi particolarmente, lo scollamento tra la sua immagine abituale e ciò che è andato in onda, e l’assurdità della situazione.

Meme visti sulle pagine Instagram di Sapore di male e The Jackal

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